Ecco la rubrica Pallaovale andata in onda questa sabato 20 ottobre su Radio 1
Categoria: Rugby
Commenti su rugby e dintorni
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12 sconfitte, la perfida Albione e l’attacco che non c’è
Ho visto Benetton Treviso e Zebre in Coppa. Sono le migliori espressioni del rugby di casa nostra, Nazionale a parte. Si esce un po’ sconfortati da questo primo round di Europa perché al di là del valore degli avversari – il Connacht per le Zebre e la corazzata Tolosa per i bianco verdi – l’impressione che si ha è che si sia lontani anni ancora luce da quel brivido che si chiama competitività. A partire da domani aspettiamoci qualche altra bordata dai giornali inglesi. Ormai è una moda, da qualche anno a questa parte. Due turni con un en-plein di sconfitte e puntuale la critica a firma di Stuart Barnes oppure di qualche altro columnist al di là della Manica. Certo che facciamo poco per azzittirli. Una volta bastava qualche vittoria e la tolleranza verso noi poveri “italians” arrivava puntuale. Oggi manca quella vittoria, i numeri sono impietosi e anche il nostro gioco non aiuta a invertire la rotta. Il Benetton regge appena 53 minuti contro il Tolosa, poi Noves aggiusta il tiro e i rossoneri, con un filo di acceleratore, siglano tre mete e chiudono la pratica. E’ quello che è accaduto a Monigo, con un Benetton che si tiene a galla a suon di calci, ma che non riesce ad essere incisivo come dovrebbe. A dirla tutta, sembra che le squadre italiane abbiano perso la verve di attaccare, di prendere rischi, di metterci un po’ di entusiasmo. Un vecchio problema legato purtroppo ancora una volta al ruolo del play-maker, di chi deve far salire la squadra e far girare il pallone. Quel giusto lo abbiamo perso. Lo ha perso il Benetton (nel riscaldamento Marius Goosen risulta sicuramente più efficace quando prova la difesa rivestendo i panni del 10), ed è ancora più evidente con le Zebre che quando mettono Halangahu come play risultano più efficaci rispetto a quando gioca Orquera. Vecchio problema, per carità. Ma in ottica azzurra è roba che preoccupa. Tutte le nostre avversarie stanno migliorando nei loro punti deboli. Prendete l’Australia e il suo lavoro con la prima linea. A Rosario l’ottimismo dei Pumas prima della sfida nel Rugby Championship si è sgretolato lì davanti. Noi restiamo al palo. Mancano meno di tre anni al mondiale, a meno di non ritrovare il solito passaporto italiano di un qualche nonno d’Australia, dovremmo fare con quello che passa il convento. Brunel lo sa. Ma occorre a questo punto che lo sappiano anche gli altri. Andare a Treviso e non poter valutare la crescita di due potenziali 10 come Morisi e Ambrosini, un po’ fa riflettere. E non illudiamoci che se il Benetton vince in Rabodirect è solo per meriti propri. I minutaggi delle squadre esprimono più di ogni altra cosa il benchmark tra le italiane e il resto del mondo. Stavolta non ci sono alternative o si guarda all’azzurro oppure anche i sold out dell’Olimpico o di San Siro resteranno sbiaditi ricordi annaffiati da un mare di birra. E il rugby non è un pub.
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Italiane, male in Europa aspettando i test di novembre
La prima giornata delle coppe europee regala solo pesanti sconfitte alle squadre italiane. Si salva solo il Calvisano contro l’Agen e le Zebre che dopo una partita senza troppe pretese pareggiano il conto delle mete ma pagano contro Connacht la loro indisciplina. In tribuna il commissario tecnico azzurro Jacques Brunel
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Disponibile l’annuario del rugby 2013
L’annuario del rugby italiano e internazionale è in fase di stampa. Gli appassionati lo troveranno presto nei tradizionali punti vendita. Quest’anno oltre alla versione cartacea, se ne potrà acquistare una digitale al prezzo di 13 euro. Questo il link dal quale effettuare il download:
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Intervista al presidente della Fir Alfredo Gavazzi
Subito dopo il voto che lo ha portato al vertice della Fir, il neo eletto Alfredo Gavazzi ha concesso la sua prima intervista.

