Alla fine in qualche modo le partite autunnali della Nazionale Italiana di rugby verranno trasmesse. All’ultimo minuto si sbloccherà l’empasse e tutto passerà in cavalleria. E’ già successo, anche quando si trattava di regalare agli italiani la differita di Francia-Italia a Grenoble nel 1997. Il rugby “tira”, fa comodo, permette di vendere spot e fare cassa ed a ben guardare è questa la grande fortuna dell’ovale targato Italia. Ma una cosa va detta: sulla gestione dei diritti tv la presidenza Gavazzi non sta dando il meglio di sé. Se John Feehan alla fine ha “girato” i diritti del Sei Nazioni a Discovery e se le tre partite di novembre non hanno ancora trovato una collocazione qualcosa vorrà pur dire. Feehan ha aspettato un segnale che non è arrivato. Altissime le richieste della Fir che ha tentato di inserire nel pacchetto anche la Rabodirect Pro 12, finita poi a Mediaset. Spezzatino rugby, per dirla in una parola. Sei Nazioni a Dmax, Rabo a Italia2 con Rai e La7 tagliate fuori con inevitabili ricadute sul piano degli ascolti. Sulla piattaforma del digitale terrestre difficilmente si avranno gli stessi risultati degli anni passati. Si avranno al massimo punte spot tra le ascisse e le ordinate dei diagrammi stampati e presentati ai manager dei broker televisivi e pubblicitari. Niente di più. La collocazione sui bouquet presenti sul MUXB inevitabilmente penalizzerà i numeri della platea tv per non parlare della abitudine degli italiani che restano comunque legati alla logica del telecomando e delle tv generaliste.
Categoria: Rugby
Commenti su rugby e dintorni
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Disponibile l’e-book dell’annuario del rugby
L’annuario del rugby italiano e internazionale edizione 2014 è in fase di stampa. Gli appassionati lo troveranno presto nei tradizionali punti vendita. Anche quest’anno oltre alla versione cartacea, se ne potrà acquistare una digitale al prezzo di 14 euro. Questo il link dal quale effettuare il download:
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2013 l’anno del “contatto” proibito
Il primo turno del Rugby Championship ha detto soprattutto Sudafrica e Nuova Zelanda. Di fronte due mondi, fatti di sostanza e disciplina da una parte con gli altri nel ruolo di sparring partner o poco più. L’impressione è che il cambio di regole nell’ingaggio della mischia abbia aumentato il vantaggio per le squadre strutturate sul piano fisico. Per ora c’è poca possibilità di invertire la tendenza, quando la superiorità sul campo è netta. Così per gli All Blacks contro l’Australia, ancora di più per il Sudafrica con l’Argentina. Ha ragione suo malgrado McKenzie quando afferma che nel rugby c’è la mischia e poi il resto del gioco. Roba quanto mai vera al giorno d’oggi con il cambio di regolamento per la mischia. L’Italia dovrà adattarsi e farlo in fretta. A Novembre affronteremo proprio Australia e Argentina le due peggiori espressioni del primo turno del RC. Forse le troveremo già rodate. Forse. Ma sulla mischia non si potrà transigere perché è evidente che toglie un po’ di incisività ai pacchetti e complica non di poco l’efficacia nel rilancio da mischia del gioco per linee esterne. Il tour in Sudafrica non ci ha restituito l’immagine migliore della nostra Nazionale. Stanchi i ragazzi di Brunel. Se ne riparlerà a novembre, sperando che prima di allora l’Italia ritrovi un modo di essere efficace anche davanti.
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Fine stagione di prospettiva
La stagione finisce male, all’ultimo minuto con l’errore di Parisse e la meta di Strokosch, sorpasso Scozia e terza sconfitta nelle Castle Lager Series dopo quelle contro Sudafrica e Samoa. Si chiude una stagione che comunque la si metta sarà ricordata per le due vittorie contro Francia e Irlanda, per quella contro Tonga conquistata pur giocando da schifo, per la vittoria sfiorata a Firenze contro l’Australia e quei fantastici 60 minuti contro gli All Blacks. E un buon punto di partenza pensando al mondiale 2015. C’è spazio per programmare purchè lo si faccia visti anche i giocatori di grande futuro che può contare il rugby azzurro. Programmare ora divcenta cruciale anche se si è costretti a fare i conti con il fine carriera di molti giocatori. Non è un caso il tris di sconfitte in Sudafrica. Brunel ha il coraggio per fare delle scelte anche radicali e dare un domani alla squadra azzurra. Forse è arrivato il momento di Luca Morisi, di gente come Cedaro, Sarto e via dicendo. Anche in mediana la scelta di Di Bernardo è apparsa conservativa ma può rivelarsi interessante con la carta Ambrosini utility back da prendere in seria considerazione. Certo, tutto dovrà misurarsi con la disponibilità di Zebre e Benetton, con quella dei club di Eccellenza, più facile a ottenersi. E’ cruciale che i volti nuovi giochino di più. Finora non è stato così e non possiamo permettercelo.
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Lions, che sofferenza! All Blacks in scioltezza
I Lions vincono il primo test contro l’Australia. Versione diesel per la squadra di Warren Gatland. Partita bellissima che comunque ha messo in luce la grande solidità dei britannici ma solo nel primo tempo. Grande Australia che sul piano della gestione tattica della ripresa ha fatto quello che non ti aspetti. Robbie Deans si conferma uno dei selezionatori più lucidi sulla scena internazionale. Nel secondo tempo mette alle corde i Lions sulla mischia, caricando di chili Hibbard e Cole e costringendoli al fallo. A decidere il match sul piano del punteggio i due errori sugfli ultimi due calci di Kurtney Beale. Finisce 23 a 21 in ottanta minuti in cui soprattutto all’inizio si sono notate folate di intensità difensiva da parte australiana. La meta di North, il gioco raggruppato dei Leoni, le due mete di Folau. Questi i flash di una sfida ad alta intensità con l’Australia che senza una linea veloce di primo livello riesce comunque ad esprimere un gioco di rara bellezza anche se di relativa efficacia. In scioltezza invece la Nuova Zelanda che vince la serie dei re-match con la Francia, finalista dell’ultima coppa del mondo proprio contro i tutti neri. 24-9 (primo tempo 8-6) nel test match disputato a New Plymouth. Gli All Blacks si aggiudicano la serie per 3 a 0 nelle tre sfide disputate con i transalpini nelle ultime 2 settimane, sono andati in meta con Smith e Barrett. Carter ha trasformato una delle due segnature e ha sfruttato 4 piazzati. Per i bleus, 2 piazzati di Doussain e un drop di Fritz.

