La stagione finisce male, all’ultimo minuto con l’errore di Parisse e la meta di Strokosch, sorpasso Scozia e terza sconfitta nelle Castle Lager Series dopo quelle contro Sudafrica e Samoa. Si chiude una stagione che comunque la si metta sarà ricordata per le due vittorie contro Francia e Irlanda, per quella contro Tonga conquistata pur giocando da schifo, per la vittoria sfiorata a Firenze contro l’Australia e quei fantastici 60 minuti contro gli All Blacks. E un buon punto di partenza pensando al mondiale 2015. C’è spazio per programmare purchè lo si faccia visti anche i giocatori di grande futuro che può contare il rugby azzurro. Programmare ora divcenta cruciale anche se si è costretti a fare i conti con il fine carriera di molti giocatori. Non è un caso il tris di sconfitte in Sudafrica. Brunel ha il coraggio per fare delle scelte anche radicali e dare un domani alla squadra azzurra. Forse è arrivato il momento di Luca Morisi, di gente come Cedaro, Sarto e via dicendo. Anche in mediana la scelta di Di Bernardo è apparsa conservativa ma può rivelarsi interessante con la carta Ambrosini utility back da prendere in seria considerazione. Certo, tutto dovrà misurarsi con la disponibilità di Zebre e Benetton, con quella dei club di Eccellenza, più facile a ottenersi. E’ cruciale che i volti nuovi giochino di più. Finora non è stato così e non possiamo permettercelo.
