Il telecomando che non funziona

Alla fine in qualche modo le partite autunnali della Nazionale Italiana di rugby verranno trasmesse. All’ultimo minuto si sbloccherà l’empasse e tutto passerà in cavalleria. E’ già successo, anche quando si trattava di regalare agli italiani la differita di Francia-Italia a Grenoble nel 1997. Il rugby “tira”, fa comodo, permette di vendere spot e fare cassa ed a ben guardare è questa la grande fortuna dell’ovale targato Italia. Ma una cosa va detta: sulla gestione dei diritti tv la presidenza Gavazzi non sta dando il meglio di sé. Se John Feehan alla fine ha “girato” i diritti del Sei Nazioni a Discovery e se le tre partite di novembre non hanno ancora trovato una collocazione qualcosa vorrà pur dire. Feehan ha aspettato un segnale che non è arrivato. Altissime le richieste della Fir che ha tentato di inserire nel pacchetto anche la Rabodirect Pro 12, finita poi a Mediaset. Spezzatino rugby, per dirla in una parola. Sei Nazioni a Dmax, Rabo a Italia2 con Rai e La7 tagliate fuori con inevitabili ricadute sul piano degli ascolti. Sulla piattaforma del digitale terrestre difficilmente si avranno gli stessi risultati degli anni passati. Si avranno al massimo punte spot tra le ascisse e le ordinate dei diagrammi stampati e presentati ai manager dei broker televisivi e pubblicitari. Niente di più. La collocazione sui bouquet presenti sul MUXB inevitabilmente penalizzerà i numeri della platea tv per non parlare della abitudine degli italiani che restano comunque legati alla logica del  telecomando e delle tv generaliste.