Wellington come Caminito. Scozia KO

Che partita. Che intensità difensiva negli ultimi 20 minuti. L’Argentina al mondiale si trasforma. Alla vigilia c’era chi era convinto che la Scozia avrebbe fatto un sol boccone dei Pumas. Lo dicevano i risultati delle ultime sfide della squadra di Andy Robinson con i prossimi inquilini del 4 Nations. Una squadra migliore, anzi la Scozia più bella da una decina d’anni a questa parte. Fiducia mal riposta perché accade come quattro anni fa, quarti di finale. Vincono ancora i Pumas. Lo fanno dopo ottanta minuti di sostanza, non belli ma efficaci. Un match costruito con una grande difesa, lo stoicismo di Felipe Contepomi che scende in campo con gli antidolorifici. I giornalisti argentini che fiutano la trappola per le allodole: “Vedrai, gioca un quarto d’ora, poi esce”. No, Felipe la partita la gioca tutta, difende, ricuce il gioco e soprattutto placca insieme a Mario. Mario è Ledesma, il tallonatore. La faccia d’operaio della mischia. Nelle fasi statiche, i Pumas sono una roccia. La prima linea una maginot difficile da far arretrare. Vanno sotto fino al 12 a 6 per la Scozia. Jackson veste i panni del cecchino. E’ inesorabile dalla piazzola. Sui drop invece ha il tallone d’Achille. Sui piazzati Contepomi soffre il meteo e la qualità di un pallone che, nessuno lo dice per rispettare lo sponsor, ma ha la stabilità di un pallido sole nell’isola del Nord. Poi arriva la meta di Amorosino che nel finalizzare una trasformazione del gioco per linee esterne, danza sopra la linea di touche, batte sull’interno, taglia fuori un paio di placcaggi e si apre un’autostrada verso la meta. E’ l’apoteosi. Bosch regala l’illusione di una rimessa laterale in zona d’attacco agli highlanders, ma la difesa dei Pumas è impermeabile. Parte la festa, lungo i corridoi dello stadio. 3000 argentini celebrano cantando “Yo te darè…”, un coro nato per il Boca Junior ma subito fatto proprio dai tifosi del rugby. Gli sguardi della Security del Westpac Stadium di Wellington valgono più di ogni cosa. A fare da contrasto la delusione degli scozzesi. A questo punto non hanno scelta. Tutto si deciderà nella “caccia al pavone” in terra di Nuova Zelanda. In palio non ci sarà la Calcutta Cup ma un posto nei quarti del mondiale. Contro l’Inghilterra.