Altro livello la Nuova Zelanda che demolisce la Francia all’Eden Park. Nuova Zelanda che esce dal guscio e mostra di meritare in assoluto il ruolo di favorita del torneo. Netta la superiorità nei confronti della Francia che regge solo per 8 minuti durante i quali tuttavia qualche domanda all’atteggiamento difensivo degli All Blacks riesce comunque a porla. Ma quando, alla prima occasione, McCaw e soci ritrovano il bandolo della matassa e i relativi spazi d’attacco, la partita è già finita. Quel che colpisce della Nuova Zelanda e della stessa Inghilterra che travolge la Romania con 10 mete è la spasmodica attenzione sugli skills. La tecnica individuale non è più un optional, diventa essenza del gioco, velocizza la manovra, rende irresistibile ogni movimento. In questo sia i padroni di casa che la squadra di Martin Johnson diventano maestri. L’off-load, il riciclo del gioco è per sua stessa natura efficace se accompagnato da un continuo ed inesorabile sostegno. Lì si può improvvisare sulla tecnica. Non invece quando si tratta di trasformare il gioco da consolidate basi (mischie e rimesse laterali). Dovrebbe far riflettere questa attenzione spasmodica alla purezza del gesto. In fondo è lì che si fa la differenza tra l’altissimo livello e il resto dell’universo ovale. Vale per tutte le situazioni, punti di incontro compresi che impostati al meglio creano piattaforme di gioco pressoché perfette per quei palloni veloci che sono oro nel rugby moderno. Mallett intanto ha già ufficializzato la formazione che affronterà gli Stati Uniti nella partita del Trafalgar Park di martedì: è una squadra che si avvicina molto a quella che potrebbe essere chiamata in campo per lo show down contro l’Irlanda. Prima linea titolare (Castro, Ghiraldini e Perugini), Geldenhuys e Van Zyl in seconda. Zanni, Mauro Bergamasco e Parisse in terza linea (Barbieri è tenuto a riposo). Semenzato e Orquera in mediana con Canale e Garcia a presidiare la cerniera dei centri e Benvenuti, Mirco Bergamasco e Masi nel triangolo arretrato. Pronti insomma per la prova generale.
