La chiave di tutto forse sta nella chiosa finale di Gonzalo Quesada: “Non siamo supereroi. Ma crediamo nel nostro lavoro e siamo felici della percezione che stiamo avendo verso l’esterno: iniziamo ad avere rispetto da parte delle altre squadre”.
Così in conferenza stampa, al termine di una giornata che entra nel portafoglio. Sì perchè con le Olimpiadi alla porta e la febbre “da Cortina”, sui giornali la maiuscola prova dell’Italrugby è roba da mini ritaglio di giornale. Le letture sono contrastanti e forse questo dovrebbe far riflettere sulla stessa conoscenza del gioco da parte dei cosiddetti addetti ai lavori e allora maglio affidarci alle parole del fattore Q. “Io sono consapevole di chi avevamo di fronte e della loro situazione, per questo devo dare a questa prestazione il valore che merita – si legge nel resoconto della Fir– Non siamo ancora in grado di fare zero errori in una partita ma sono comunque orgoglioso di ciò che hanno fatto i ragazzi. Andiamo via con un punto bonus meritatissimo, il pareggio era alla nostra portata: il rimbalzo in mezzo ai pali e la meta annullata sono episodi che non ci hanno premiato.
Michele Lamaro: “La differenza con il passato sta tutta nel riuscire a competere anche quando non performiamo al 100%. Non è una cosa che si riesce a fare sempre: come la settimana scorsa, anche oggi non abbiamo disputato una partita perfetta. Ma abbiamo giocato bene, mettendo in campo tutto quello che avevamo, sfruttando le occasioni e mettendo pressione all’Irlanda. Questo fa sì che la nostra prestazione sia tra le più belle”. In poche parole, la strada è quella giusta.
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