Il rugby, l’Italia e la democrazia

Il rugby, l’Italia e la democrazia

Ho letto questa mattina su Repubblica una risposta ad una lettera di un lettore (Andrea Lovaria di Milano) da parte di Francesco Merlo. Il rugby è lo sport che più somiglia alla democrazia: stadi pieni di tifosi allegramente mescolati, inni a squarciagola, allenatori in tribuna, forza e velocità senza falli cattivi né manfrine. L’arbitro decide, spiega e nessuno osa discutere. Alla fine gli abbracci e i vincitori che applaudono gli sconfitti. Il rugby, che sport. Merlo risponde come il gioco della palla ovale sia una specie di educazione civica che viene praticata nelle scuole, è un codice d’onore che fa parte del romanzo di formazione di ciascuno e di tutti. Torna sulla placenta comunitaria, tanto cara a Peppe D’Avanzo: non lo si può amare senza condividerne i valori che vanno dalla lealtà allo spirito di squadra, dal coraggio al rispetto dell’avversario. Valori che coinvolgono non solo i giocatori e i dirigenti ma anche i tifosi. Sono questi che si riconoscono nel campo avverso. In questo il rugby tocca il tema della democrazia. Nella risposta di Merlo si tocca anche il tema della forza, che non è violenza, non è cattiveria, forse c’è della sana furbizia e pazienza – aggiungiamo noi – se ci si può far male. E’ amato da una minoranza di italiani che la pensano all’inglese. E’ il gioco che più somiglia alla democrazia. Queste righe, spiegano molto sul rugby in Italia, spiegano anche come si debbano fare i conti con la morale che incista gli italiani. Fare i conti con il proprio corpo, con l’avversario, con l’altro da sé. Il rugby in fin dei conti è un altro luogo dove il confronto vive sulla forza, ma anche sulle idee. Gioco di situazioni, dove il coach disegna ma è sull’intelligenza e sulla forza del giocatore che si gioca l’occasione per fare punti. C’è poi il sostegno che è un altro archetipo da mischia. Nel rugby ci si aiuta, si avanza insieme, un esempio per chi gioca una partita da solo. E forse l’Italia che batte la Scozia, perde e recrimina contro l’Irlanda ma esce a testa alta è l’esempio migliore da dare al Paese. Insieme si può.