Passato, presente e futuro

Castrogiovanni, Sei Nazioni finito. Italia che attende l’Irlanda, ancora a secco di vittorie come noi. Ci sarà Staibano e i cambi nella squadra che si radunerà domenica sera a Roma confermano l’idea che la squadra di Brunel sia completamente un cantiere aperto anche per i senatori. Un brutto colpo per il commissario tecnico. Senza Castro si perde un po’ in prima linea in un momento in cui la mischia azzurra mostra di soffrire più del dovuto. Staibano è stata la grande promessa negli anni passati. Si è un po’ perso negli anni francesi ma, insieme con Cittadini, resta uno degli eredi più credibili del pilone del Leicester. Contro l’Inghilterra, è vero, gli azzurri hanno sofferto più del dovuto lì davanti. Un segnale che dovrebbe farci fare i conti con l’anagrafe e con l’evoluzione delle altre squadre che cominciano a metterla soprattutto sul fisico quando si tratta di affrontare l’Italia. Conti alla mano l’Italia sta opacizzandosi in mischia. Non una buona premessa in previsione della sfida con l’Irlanda di Paul O’Connell. Ma il risultato del lavoro lo vedermo poi, quando Brunel avrà terminato il suo percorso di rodaggio con gli azzurri. Per ora si naviga a vista, un po’ in tutte le aree federali.

Un’e-mail del direttore dell’alto livello Fir a Andy Dalton (Ceo degli Auckland Blues) ha per ora bruciato le possibilità di una partnership tra Federazione e Blues per affidarsi alle strutture e al rugby dell’emisfero sud al fine di far migliorare i giocatori più promettenti del nostro movimento. Non so se in extremis il discorso potrà essere riannodato. Ma l’impressione – e mi fermo qui – è che si tratti di un’occasione perduta troppo facilmente. Come troppo spesso accade.