C’era anche lui a Nelson, nel box di France Television. Parliamo di Jacques Brunel ovvero l’uomo che prenderà da Nick Mallett le redini della Squadra Azzurra. Solo un saluto in sala stampa, ma della Nazionale di Mallett lui non parla. Motivi di opportunità e forse di contratto visto quello che notoriamente pretendono gli inquilini dello Stadio Olimpico. C’è chi parla di conflitto di interesse ma a guardar bene quello di Brunel non è tale. Primo perché il suo contratto scatta al termine del mondiale, secondo perché a ben guardare sono altri in conflitti di interesse che non dovrebbero esser fatti passare e che invece vengono tollerati all’acqua di rose. Così va il mondo. Tornando a Brunel, ha visto una bella prova degli azzurri. Con la complicità di una squadra russa che più imbarazzante non si può, il prossimo commissario tecnico ha potuto osservare una squadra che in un capovolgimento di fronte dai propri 22 è riuscito a fare un numero maggiore di off-loads, rispetto a quelli che normalmente siamo abituati a vedere in una sola annata di Sei Nazioni. E visto che se c’è un teorico del continuo riciclo, questi è senz’altro Brunel, l’impatto deve essere stato più che positivo. Sa bene Brunel che non è tutto oro quello che luccica e che dovrà lavorare parecchio per imporre le sue idee sulla crosta di quello lasciato da Mallett. Per ora resta a guardare. Per lui l’esame scatta a febbraio.
