Fa male uscire in questo modo. Peggio di Saint Etienne perché stavolta non si può recriminare. Contro l’Irlanda, nel match che vale una vita, l’Italia si scioglie come neve al sole. Tre lampi: Brian O’Driscoll, poi doppietta di Keith Earls e tutti a casa. I verdi sono primi nel girone C, l’Australia seconda. L’Italia fugge via da Dunedin. L’International Board le ha detto di fare i bagagli prima ancora di cominciare a giocarsi il futuro nel mondiale. Usciamo male. Non è un caso se non abbiamo segnato neanche lo straccio di una meta nelle due sfide contro Australia e Irlanda, appunto. Ci consoliamo con la valanga di mete segnate contro Russia e Stati Uniti. Un po’ come dichiarare guerra alla Croce Rossa. La partita in due mosse: la prima, l’infortunio a Martin Castrogiovanni. Pesa maledettamente davanti. Toglie sicurezza e aumenta nella mischia ordinata il rischio di sanzioni. O’Gara ne approfitta. Fa peggio Mirco Bergamasco che spedisce sul palo l’occasione del pareggio. Si va negli spogliatoi e arriva la seconda mossa, con Mallett che toglie Orquera e chiama sul terreno Riccardo Bocchino. Di fatto finisce per bruciarlo. Lo condanna diventare il bersaglio per le iniziative offensive irlandesi. E allora ecco fatto: in otto minuti l’uno due che ci spedisce al tappeto. Prima O’Driscoll innescato da Bowe che aggira letteralmente il mediano azzurro. Poi ancora Earls che trasforma in punti, l’ennesima incursione di O’Driscoll che “asfalta” ancora il n.10 azzurro. La partita è tutta qui, con gli azzurri che spengono la luce e lasciano il pallono del gioco a un’Irlanda che fa della solidità difensiva la sua arma per gestire il match. Alla fine arriva il bis di Earl che chiude i conti e ci lascia ancora una volta con un palmo di naso. Senza repliche.
