Le scelte di Nick e i guai di Jacques

L’ultima partita da commissario tecnico di Nick Mallett lascia spazio per recriminare. A rigore paga soprattutto per le sue scelte. Come quella di non portare uno come Kris Burton alla coppa del mondo. Burton, almeno lui, è uno che in Celtic League le partite comunque le sta vincendo dopo aver giocato da titolare il Sei Nazioni. E’ quello che non convince ora. Perchjè dargli credito, battere la Francia e poi tagliarlo? E poi, con le carte che il cittì aveva in mano perché non provare neanche la carta McLean che almeno qualcosa in più sul gioco al piede poteva dare alla squadra. La realtà è che la scommessa è persa e con lui la perde tutta la Nazionale. Anche oggi si mastica un boccone amaro. Ma la delusione che c’è tutta trova la sua ragion d’essere in limiti che lo stesso Mallett sottolinea scoprendo un po’ tardi l’acqua calda. E’ il solito ritornello di un’Italia che soffre certi ritmi. E dire che dovremmo essere abituati a giocare ad alte velocità, con avversari di rango. Sarà un caso ma si torna a casa senza aver segnato lo straccio di una meta né contro Australia nè davanti all’Irlanda. A Dunedin la differenza è stata abissale. Loro i maestri e noi gli allievi anche un po’ ingenui. La realtà è che a Dunedin si chiude una parentesi. Mallett va via e arriva Brunel che avrà un compito difficilissimo: quello di ridare un gioco ad una squadra capace di fare sostanza ma assolutamente priva di anima.