Categoria: Rugby

Commenti su rugby e dintorni

  • Rassegna stampa: Le tentazioni di Parisse e della Fir

    Rassegna stampa: Le tentazioni di Parisse e della Fir

    
    I contatti sono avviati da qualche tempo, almeno secondo quanto riporta Midi Olympique. I transalpini questa volta sono i dirigenti italiani che da qualche settimana si sono fatti più insistenti per tentare di convincere Sergio Parisse a passare il confine, tornare in Italia e unirsi allo staff della Nazionale. Vedono in lui una risorsa fondamentale per preparare la squadra in vista dei prossimi impegni internazionali. Parisse per ora è a Tolone dove è arrivato nel 2019. Dopo il mondiale si è messo al servizio di Pierre Mignoni come allenatore specializzandosi nella touche. La Fir non l'ha mai perso di mira. Lo aveva già sondato per un ruolo con i giovani e lo staff ma il capitano aveva preferito prendere tempo e si era limitato ad un pesante endorsment elettorale per il presidente Andrea Duodo in piena campagna elettorale. Roma insiste di nuovo: Secondo Midol Quesada vorrebbe Parisse nel suo staff. Secondo il giornale, la Nazionale è tornata alla carica nelle ultime settimane. Quesada desidera rafforzare il suo staff con profili in grado di portare un'esperienza diretta e riconosciuta. Parisse soddisfa tutti i requisiti. Le 142 presenze in nazionale e la sua esperienza internazionale ne fanno un punto di riferimento assoluto al di là delle Alpi. Dalla parte italiana, l'ottimismo è d'obbligo: la federazione spera che sia giunto il momento per Parisse di dire di sì. Il dossier è ancora in progress e c’è anche un precedente quelle che riguarda Andrea Masi, contattato dai dirigenti italiani all’inizio di quest’anno ma l’ex centro azzurro ha infine scelto di rimanere e ha prolungato il suo contratto fino al 2027.
  • Il mondiale del fattore Q.

    Il mondiale del fattore Q.

    Gonzalo Quesada, CT della Nazionale italiana, alla presentazione del Sei Nazioni di rugby al Colosseo

    “Sarà sicuramente un girone sfidante per noi – ha dichiarato Gonzalo Quesada dopo la conclusione del sorteggio – e contro tre avversari molto fisici non ci sono conti da fare. Saranno tre battaglie per noi, con la Georgia come sappiamo ma anche con la Romania, una nazionale con una lunga storia di incontri con l’Italia. Tre avversarie davvero fisiche e non possiamo dire che ci sia capitata una situazione molto facile: faremo il massimo in ogni incontro. E neanche noi saremo una squadra facile da battere”

    “Dobbiamo essere consapevoli che la Georgia ha avuto negli ultimi anni solo un paio di posizioni di differenza da noi. Oggi i Lelos sono una grande realtà del rugby, è un fattore. Dovremo preparare una sfida con una squadra di livello simile al nostro e che cerca di rallentarci, di non lasciare esprimere le nostre qualità”.

    “Secondo me sarà davvero importante l’ordine di queste partite. Ho in mente quello che sarebbe il mio ordine ideale, ma al momento tengo per me questa osservazione” ha concluso il CT della Nazionale Maschile.

  • Mondiali, pronti all’imbarco

    Mondiali, pronti all’imbarco

    La festa italiana dopo la vittoria a Udine contro l’Australia nelle 2025 Quilter Nations Series (Photo by Giuseppe Fama / Inpho)

    Il dato più confortante è che dal mese di novembre escono due vittorie. Ci serviranno per restare in seconda fascia e nel sorteggio del mondiale entrare in un girone con una Tier 1 e altre due squadre alla portata. In una coppa del mondo c’è poco da scherzare. Passano le prime due dei 6 gironi più le 4 migliori terze. Come dire che agli ottavi di finale l’Italia dovrebbe entrare. Dall’urna usciranno le avversarie. Occhio quindi a terza e quarta fascia. L’Australia battuta a Udine è già nel girone A come Paese organizzatore. E’ in seconda fascia. Gli avversari di prima fascia dell’Italia saranno scelti tra Sudafrica, Nuova Zelanda, Inghilterra, Irlanda, Francia o Argentina. Una di queste sarà la testa di serie del nostro girone. Non incontreremo Australia, Scozia, Fiji, Galles e Giappone ma sarà in terza fascia che ci giocheremo le nostre chance mondiali. La scelta sarà tra una di queste: Georgia, Uruguay, Spagna, Stati Uniti, Cile e Tonga. E in quarta fascia abbiamo anche Samoa, Portogallo, Romania, Hong Kong, Zimbabwe e Canada. Il pericolo di terza fascia si chiama essenzialmente Georgia o anche l’Uruguay di Rodolfo Ambrosio. Il resto non dovrebbe rappresentare un problema. Ma anche in quarta fascia l’insidia Samoa o anche il Portogallo potrebbero complicarci la vita. La partita con il Cile di Genova ci ha fatto capire quanto dipenda dalla prova azzurra l’esito di certe sfide che rischiano di essere prese sottogamba. Gli altri non faranno sconti. Arriveranno tutte con il coltello tra i denti pronte a regalare i classici “upset” da mondiale. Ricordate il Portogallo? A Sydney mercoledì 3 dicembre alle 9 ora italiana si alza il sipario. Poi inizia la corsa.

  • Nebbia alla genovese

    Nebbia alla genovese

    Confusi e neanche troppo felici. Vinciamo 34 a 14 con il Cile ma dall’erba di un Marassi “stroboscopico” escono più ombre che luci. L’Italia vale certamente di più dei sudamericani di Pablo Lemoine. Stavolta non è una questione di uomini, è soprattutto una questione di testa. Col fisico siamo di un altro pianeta eppure il dominio che c’è non riusciamo a concretizzarlo in punti. Capuozzo segna lanciato da Ale Garbisi ma è solo un flash in un primo tempo annebbiato. Allunghiamo con i calci di Da Re e la meta di Di Bartolomeo ma la confusione resta tanta. Rischiamo perchè siamo approssimativi nella lettura delle situazioni. E al Cile questo fa comodo. E’ una squadra che gioca soprattutto la fase difensiva. Recupera le occasioni perse degli azzurri e cerca di riempire il tabellone sulle carenze di chi si trova davanti. Accorcia solo sul finale colpendo con Lues sugli sviluppi di un carrettino che sorprende e ci sorprende. Viste le premesse si rientra negli spogliatoi con più di un interrogativo e il tè caldo stavolta è senza zucchero. Nella ripresa si rientra sugli stessi passi. Dietro non facciamo la differenza, davanti cadiamo nel vortice del caos organizzato dei cileni che passano con Nicolas Saab su un pallone calciato alto: Capuozzo lo lascia raccogliere dall’ala per una meta che neanche il Tmo riesce a cancellare da un tabellone avvolto da una nebbia di idee. Salas trasforma e la sveglia segna 15-14 per una partita che diventa un thriller. Per fortuna a ristabilire le gerarchie è ancora Tommy Di Bartolomeo, ancora carrettino per un tema chiaro fin dall’inizio ma che in campo non deve evidentemente risultare così chiaro. La quarta meta arriva con Monty Ioane con una trasformazione del gioco per linee esterne che arriva dopo l’ennesimo rischio-intercetto che il Cile butta alle ortiche. La quinta la suona ancora Ioane, il punteggio rientra dentro binari vagamente accettabili ma da Marassi le ombre sul gioco restano e l’azzurro stasera è un po’ sbiadito. E la terza meta cilena sul finale firmata da Saveedra è la ciliegina di una torta che sa di poco.

    Risultati: Georgia-Giappone 23-25; Galles-Nuova Zelanda 26-52; Romania-Uruguay 21-31; Irlanda-Sudafrica 13-24; Francia-Australia 48-33; Italia-Cile 34-14

    Domenica 23 novembre: Scozia-Tonga 56-0; Inghilterra-Argentina 27-23