Torna l’Australia, 67 a 5 agli Stati Uniti, 11 mete a 1. Altro pianeta, il miglior modo per mettere alle spalle la sconfitta dell’Eden Park contro l’Irlanda. Dunque ci sono e a dispetto di quello che può dire il risultato, ci sono anche le american eagles di Eddie O’Sullivan. La sfida di Wellington, conferma quello che si sapeva degli americani. Sono una squadra dal peso specifico inferiore rispetto agli azzurri, dotati di una buona fisicità e di una interessante velocità nella trasformazione del gioco per linee esterne. I pezzi pregiati hanno riposato nel match con gli australiani. Di sicuro ce li ritroveremo davanti martedì a Nelson. Gente come Emerick e Ngwenya possono alzare sì, ma non più di tanto il tasso tecnico della squadra di O’Sullivan. Che tuttavia contro l’Australia ha mostrato qualcosa in più: la straordinaria capacità di dare continuità sul punto di incontro. Almeno nel primo tempo. Con il pallone in mano sanno essere pericolosi a lunga scadenza. Perdono pochi palloni. E le disattenzioni le fanno pagare. Come nel caso della meta firmata dall’italiano Gagiano, un bel numero otto dopo una sequenza di ben 16 fasi di gioco. Fondamentale dunque sarà il possesso nella sfida di martedì. E’ una prova decisiva per gli azzurri che potrebbero cambiare squadra. Canale-Garcia tra i centri, il rientro di Mirco Bergamasco con Orquera-Semenzato in mediana. Line-up equilibrato, un buon test per il XV da pensare per Dunedin e la sfida agli irlandesi.
