Partita a poker con l’orso russo

Il giorno è arrivato. Battere la Russia per continuare a sperare. Fare per una volta la squadra dal tasso tecnico superiore e ripetere la netta vittoria del 2006 quando travolgemmo l’orso russo nella tana. Già, ma ne siamo davvero capaci? Gli azzurri hanno un po’ perso la voglia di attaccare, di giocare con il pallone in mano, di fare la differenza. Ciò per la solita paura di perdere il pallone e conseguentemente di prenderle. Di qui la solita tendenza a cercare il punto di incontro nella seconda fase a ridosso del pacchetto. Se si perde l’ovale, lì sarà davvero più facile recuperarlo in caso di turnover. Dai rumors che trapelano in casa azzurra, sembra che qualcosa sia cambiato e che Mallett si sia deciso a rischiare un po’ di più. Altro non può fare il cittì anglo-sudafricano. Se l’Italia non segna quattro mete contro russi e americani, la stessa sfida con l’Irlanda diverrebbe virtualmente inutile. Senza contare che l’Irlanda non ha certo battuto l’Australia per arrivare seconda nel girone. Faranno di tutto per batterci ora che il loro mondiale è in discesa. Ma a quella sfida gli azzurri dovranno arrivarci con le carte in regola. Mallett ha comunicato la formazione prima della sfida tra Aussie e Irish, forse avrebbe mandato in campo qualche prima scelta in più. Ma in certi casi e nella logica del gruppo non si possono fare tante retromarce. Di sicuro contro gli Stati Uniti in campo manderà la formazione migliore, quella delle stelle. Ben sapendo che anche in quel caso non sarà facile segnare quattro mete. La stessa Irlanda non ne ha segnata neanche una.