Le abbiamo viste tutte. Russia compresa. E abbiamo capito che se non riusciamo a batterla, allora meglio non farsi troppe illusioni. Dal Taranaki Stadium di New Plymouth, la sfida tra Russia e Stati Uniti ha fatto capire che con gli azzurri sulla carta non c’è partita. Sono squadre fallose, naive e con una difesa praticamente inesistente nella ricostruzione dopo il breakdown. Ma c’è un ma: l’Italia è ancora capace di attaccare con il pallone in mano? E’ questo il dilemma, peraltro risolto in partenza se solo si pensi alle sfide novembrine che nel programma mettono sempre un avverasario come Fiji o Samoa che serve a risollevare il bilancio azzurro. L’Italia è francamente più forte della squadra russa o delle aquile di Eddie O’Sullivan. Dovrebbe farcela, sulla carta. Tutto sta a capire come. Perchè se non altro dal match del Trafalgar Park di Nelson parte la sfida all’Irlanda. La squadra di Declan Kidney perde ancora pezzi. Alla lista si è aggiunto il forfait del tallonatore Flannery, non una seconda scelta. Se si guarda a lunga scadenza, un’occasione come quella di Dunedin, quando ci ricapita? Quattro anni fa, dopo Saint Etienne, ero convinto che i quarti di finale sarebbero stati un sogno proibito. E invece oggi sono convinto che una speranza c’è. E passa per Russia e Stati Uniti. Le due partite paradossalmente potranno servire per rodare la fase offensiva, quella che ci preoccupa di più, anche perchè è la meno frequentata dal modulo della nostra nazionale. L’Australia ci ha dato le conferme che sappiamo. Abbiamo una grande mischia e una difesa solida. Un buon punto di partenza. Ci manca continuità e appunto quell’abitudine a giocare che hanno le grandi squadre. L’atrofia del gioco offensivo da un po’ di anni a questa parte ci ha penalizzato. Ora è il momento di riscattarci. Cosa che invece non è successa alla Scozia che ha battuto la Georgia ma non ha segnato lo straccio di una meta. Tra le altre, esordio facile delle Samoa con la Namibia e splendida vittoria del Canada su Tonga. Insomma un mondiale con i fiocchi aspettando gli All Blacks a Hamilton contro il Giappone di John Kirwan.
