Rullo compressore sulle strade di Waikato

E dire che a Henry hanno chiesto di smetterla con le rotazioni. Così, nella seconda uscita della Nuova Zelanda contro la squadra della leggenda Kirwan, senza McCaw, Carter e Dugg, gli All Blacks hanno finito per salire in cattedra e travolgere il Giappone. Meglio di quanto fatto vedere nella sfida d’apertura contro Tonga. Ritmo, intensità, continuità di possesso e soprattutto la voglia di attaccare su ogni pallone. Bastano 30 minuti per chiudere la pratica. Con Ellis a dettare ritmi e diventare implacabile metronomo contro i giapponesi. E’ piaciuto il mediano di mischia. Meglio di Weepu e Jimmy Cowan. Su alcuni ruoli forse Henry ha trovato la quadra. E’ una squadra che ha consolidati movimenti difensivi che in difesa “rovescia” con straordinaria abilità sapendo recuperare e riproporre nel gioco di rottura. Il Giappone non è certo il miglior banco di prova, ma tanto basta per capire che gli All Blacks un piccolo passo in avanti lo hanno fatto. La squadra di JK non può nulla. Si limita a arginare in prima fase. Ha qualche sprazzo di continuità, ma quando arriva la meta di Mealamu, chiude bottega. Alla fine saranno 13 le mete firmate dalla squadra di Henry che si dice fiducioso dei suoi per il òlavoro fattop e pèer quello che li attende in previsione della sfida con la Francia. Intanto tutto facile o quasi per l’Argentina contro la Romania a Invercargill. Mezzora per quattro mete e il punto di bonus. Un po’ quello che dovremo fare noi contro la Russia a Nelson. Il Giappone resta quello che sapevamo. Ma che in Nuova Zelanda si pensi a John Kirwan per il ruolo di head coach degli All Blacks, non è un caso.