Si comincia contro la Scozia. Per gli azzurri di Quesada è una prova di maturità. Al Sei nazioni si arriva con la vittoria pesante dell’autunno scorso contro l’Australia ma anche con la ruggine vista a Genova contro il Cile. Lo scorso anno la vittoria contro il Galles è stata come un lampo in un’edizione vissuta sul filo delle sconfitte. Evitato il cucchiaio di legno, la truppa azzurra quest’anno è a caccia di riscatto. Questa vigilia l’Italia la vive con l’infermeria piena. Si è fatto male anche Todaro, ultima stellina di una squadra che fatica a mettere i talenti a sistema. La Scozia va presa molto con le molle. Comincia a far paura alle grandi e a un anno e mezzo dal mondiale il 9° posto nel ranking forse le sta stretto. Si gioca in casa (Roma, Olimpico ore 15.10). Due anni fa gli azzurri si presero lo scalpo, a conferma della qualità di un gruppo che da allora è cresciuto e maturato. Quesada gioca sul sicuro, mette esperienza ma non disdegna la freschezza di Alessandro Fusco come numero 9 per dettare sul ritmo un match mai facile contro gli highlanders. Partire con il piede giusto sarebbe importante come giovedì ha insegnato la Francia capace in meno di un’ora di tramortire (36 a 14) la corazzata irlandese.

