Troppo forte la Francia. E il risultato lo dice. Cinque mete a una, di Ange Capuozzo che torna in azzurro, segna ma accade tutto nel giorno sbagliato. Paghiamo gli errori, i placcaggi sbagliati, le touche regalate nel secondo tempo non senza un pelo di stanchezza. I francesi partono forte. 3 mete in mezzora con Bielle-Biarray, Meafou e Ramos. Capuozzo accorcia nell’unica vera disattenzione di una Francia che rilegge il copione della sfida d’apertura con l’Irlanda. Nella ripresa si vede l’Italia migliore ma non basta, Ramos e Dupont inventano qualche virgola in un monologo che gli azzurri non riescono a scalfire. Sbagliamo troppo, restituiamo il pallone agli avversari anche quando potremmo far male. In un paio di occasioni, il dominio in mischia viene sacrificato nel nome del più banale degli errori. Ai galletti basta guardare e colpire altre due volte nel finale di gara. Con gli azzurri in 14 (giallo a Lynagh), Draen e Gailleton mettono il sigillo sulla gara. Ad una stanca Italia stavolta non bastano gli applausi. Si gira pagina. Tra due settimane all’Olimpico tocca all’Inghilterra, mai battuta dai nostri. Ieri l’Irlanda l’ha asfaltata sull’erba di Twickenham. Varrebbe la pena provarci.
Gonzalo Quesada: “Al settantesimo eravamo 19-8”, dice Quesada, che prosegue: “Anche se stata una partita chiusa fin lì, abbiamo difeso molto bene, anche sui palloni a terra. Ho parlato con Galthié e anche lui è stato sorpreso da questo nostro atteggiamento. Abbiamo preso una meta con un calcio di spostamento mentre eravamo in inferiorità: peccato, perché il risultato non rispecchia molto ciò che abbiamo fatto in partita”.
Michele Lamaro: “Ci sono state ottime situazioni in cui abbiamo dimostrato di essere al livello di una grandissima squadra come la Francia, poi purtroppo abbiamo commesso degli errori che loro hanno colto in maniera molto vorace. Questo ci è costato 14 punti nel primo tempo. Nel secondo tempo non siamo stati molto precisi in touche, nel dare palloni puliti ai trequarti. C’è un po’ di rammarico per l’azione finale, perché non siamo riusciti a concretizzare: contro squadre del genere creare tre o quattro opportunità è il massimo e devi metterne a segno almeno l’80%. Questo ci è mancato, nonostante abbiamo alzato l’asticella. Dobbiamo imparare a sfruttare le occasioni che abbiamo: abbiamo fatto mezz’ora di grande intensità nel secondo tempo. Contro queste squadre devi capitalizzare ciò che riesci a costruire”.

