E allora? Come la mettiamo? Il Benetton va a vincere in Irlanda, contro l’Ulster. Piuttosto nettamente come dice il punteggio e grazie ad una grande rimonta. Non batte il Leinster o il Munster. Si impone sulla terza forza delle quattro orgogliose province d’Irlanda, la meno toccata dalle scelte di Declan Kidney e forse per questo che la vittoria fa ancora più notizia. Fa notizia perché Franco Smith affida ancora una volta a Kris Burton il ruolo mediano d’apertura. Buon per il Benetton che sale in classifica e inanella un’altra vittoria nella serie celtica. Meno per gli azzurri, reduci da un mondiale piuttosto povero di contenuti. Burton in maglia biancoverde fa riflettere sulle scelte di Mallett. Poteva essere lui l’uomo da mettere in cabina di regia. Ci avevamo scommesso durante l’ultimo Sei Nazioni e poi abbiamo accantonato l’ipotesi. Troppo presto, anche a dispetto delle avvisaglie che le sfide contro Giappone e Scozia avevano proposto. Burton vince in Celtic, i nostri invece sono davanti alla tv a gustarsi lo spettacolo – così si spera – di questi quarti di finale mondiale. Fa rabbia, soprattutto pensando a come è andata. Con o senza Burton magari avremmo perso lo stesso con l’Irlanda. Quella è stata una partita buttata alle ortiche, preparata male e giocata peggio. Ma almeno non avremmo avuto scrupoli di non aver portato in Nuova Zelanda i giocatori migliori. E Burton era una soluzione dolosamente non presa nella giusta considerazione. Troppo presto è stato tagliato dalla selezione nel “camp“ di Villabassa, troppo presto è stato buttato il bambino con l’acqua sporca. Si poteva far meglio e ci siamo riusciti. Per stupido egocentrismo da panchina.
