Il coraggio di giocarsela

L’Italia spaventa la Francia, arriva a un passo dall’impresa ma alla fine si arrende. Punto di bonus per restare in linea di galleggiamento con Irlanda e Scozia ma all’Olimpico gli applausi sono tutti per la bella gioventù di Kieran Crowley. Finisce 29 a 24 per i galletti, l’Italia paga una partenza poco incisiva, riesce anche a mettere il naso avanti nel punteggio ma i transalpini si dimostrano più cinici. Non è solo la classica sconfitta onorevole. Stavolta i francesi sudano freddo per portare a casa la vittoria.

Stringiamci a coorte. L’Italia si prepara allo showdown con la Francia (Photo by Federugby/Getty Images)

PARTENZA A HANDICAP
Pronti via con la Francia che sale subito in cattedra. Gli azzurri regalano qualche pallone di troppo, in pratica è quello che non puoi permettere di fare con i francesi. Così arrivano le prime due mete: Flament è bravo a contrastare un calcio sotto pressione di Varney per sbloccare il tabellone. Ramos più avanti sfrutta una carica di Penaud su Capuozzo per recuperare palla e segnare la più facile delle mete. In mezzo c’è anche una meta di Ollivon che la moviola can cella con un tratto di penna.
L’Italia regge solo perchè c’è il piede di Allan e i troppi problemi di indisciplina dei francesi.

Tommaso Allan, decisivi i suoi calci per restare in partita (Photo by Federugby/Getty Images)

LA RICOSTRUZIONE
C’è spazio anche per il terzo sigillo di Dumortier ancora con un cross-kick di Romain N’Tamack che massimizza il credito in centimetri pagato dagli azzurri soprattutto sugli esterni. Da qui l’Italia ricomincia la sua rincorsa: alla mezzora è il solito Capuozzo a innescare la svolta. L’azione è da manuale con Varney che si fa perdonare l’errore in occasione del sigillo di Flament e innesca sul lato chiuso la corsa del folletto che punta la bandierina e tocca oltre la linea. Poi è Tommy Allan a mettere sul tabellino altri 3 punti che riportano gli azzurri in linea di galleggiamento (14-19).

ROME, ITALY – FEBRUARY 05: Kieran Crowley perfetta la lettura del match da parte dello staff tecnico (Photo by Federugby/Getty Images)

IL CAMBIO DI PASSO CON LA META TECNICA
La ripresa mostra un’altra Italia, più continua nelle sequenze di gioco e determinata nella sfida dell’uno contro uno. La solidità della mischia fa finalmente la differenza, Ruzza, Cannone e Nicotera diventano i pilastri per dare solidità al gioco di un’Italia che davanti comincia a fare male. La Francia fa meno accademia e guarda al sodo: Ramos allunga al piede ma è un pannicolo caldo rispetto alla prepotente maul che inchioda la Francia alle corde. Solo un’infrazione può fermare l’avanzamento di Lamaro e soci. La moviola conferma e arriva una meta tecnica che vale una rivoluzione. Il piazzato di Allan poi mette gli azzurri avanti sul tabellone e la Francia spalle al muro. In tribuna il volto di Galthiè vale più di mille parole. Via N’Tamack dentro Jalibert che ripaga delle attenzioni con una meta tutta sua, saltando tra le maglie di una difesa azzurra troppo ferma. Fino alla fine gli azzurri ci provano e credono a un miracolo che va in fumo in pieno recupero, sull’ultimo avanti dell’ultimo raggruppamento. Il trofeo Garibaldi resta così a Parigi ma alla fine gli applausi per gli azzurri sono meritatissimi. Peccato per il risultato, se avesse vinto non sarebbe stato un furto. Tra una settimana sotto con l’Inghilterra, destinazione Twickenham, con tanta fiducia.