E adesso ancora la Francia

In finale gli All Blacks, senza dubbio alcuno. Annientano l’Australia in semifinale, una sfida a senso unico, che in sei minuti fa già capire come andrà. La magia di Israel Dagg, Ma’a Nonu che finalizza ed il gioco è fatto. Davanti la battaglia è a senso unico, in prima linea non c’è partita, Mealamu è semplicemente perfetto. Esce fuori la Nuova Zelanda che con le riserve spazza fuori i dubbi del dopo Argentina. Tra quarti e semifinale vince il suo primo Quattro Nazioni. Un Quattro Nazioni che la riporta nella finale di un mondiale dopo 16 anni. Troverà la Francia, alla terza finale su sette edizioni. E la squadra che ha fatto meglio nella storia del torneo, sempre almeno in semifinale eccezion fatta per il 1991 quando la squadra di Dubroca venne battuta al Parco dei Principi dall’Inghilterra. Parlando con Brian Moore, ex pilone inglese, sulle possibilità della Francia è venuta fuori un’ipotesi. Quella di far dimenticare loro il piano di gioco, di scendere in campo e giocare all’impronta, da veri “underdogs”. Sono sicuro che questa volta non basterà. Ma almeno è così che i galletti hanno sempre vinto contro gli uomini in nero.