Dopo Brunel, White, Smith o Galthiè

Leggo sul Gazzettino: “Ho voluto io Haimona. Ho chiesto io a Calvisano di garantirgli un percorso di crescita che lo ha portato in azzurro. Allan? Ha un profilo internazionale, dobbiamo garantirgli i tempi giusti di inserimento. E Padovani? Edoardo Padovani l’ho voluto io alle Zebre. L’allenatore del Treviso non era interessto a lui. Sta facendo passi avanti con un buon minutaggio”. Parole del presidente federale Gavazzi che mette la giacca del cittì e lancia i suoi endorsment. Come dire al mondiale andrà Haimona e forse anche gli altri due risolvendo il rebus dell’apertura che da 15 anni continua a torturarci. Se sarà così meglio per tutti anche se a dieci mesi dal calcio d’inizio del mondiale nella mia considerazione restano intatti i dubbi che avevo anche prima dei test d’autunno.

Il benchmark dei Cariparma test match non gioca a nostro favore e nel dettaglio non mancano le ombre che si proiettano lunghe in previsione del Sei Nazioni e della preparazione al mondiale. Una preparazione che – dopo quella del 2011 e del 2007 – anche questa volta vede gli azzurri confrontarsi con un tecnico in scadenza. Brunel ha già fatto capire che non rinnoverà con l’Italia. Ci sono già i nomi e le trattative già intavolate: in pole position c’è Jake White che si è offerto alla Fir dopo la sua esperienza da giramondo. Poi Wayne Smith che ha in ballo il ruolo di assistente degli All Blacks e per finire anche Fabien Galthiè (il migliore ed il più adatto) che tuttavia – credo – stia aspettando quello che può accadere sulla panchina della Francia.

La scelta e il percorso non è dei più facili. L’unico vantaggio è che stavolta ci siamo mossi se non altro con un po’ d’anticipo.