Emisfero Nord contro emisfero Sud. Parte alta del tabellone tutta europea: Irlanda-Galles e Francia-Inghilterra, giù Australia-Sudafrica e Nuova Zelanda-Argentina. Miglior architetto non poteva essereci per scombinare i piani dei padroni di casa che sul tavolo avevano ipotizzato una finale tra Australia e All Blacks. E invece, complice la sconfitta dell’Australia per mano dell’Irlanda ecco che improvvisamente i piani sono cambiati. Al massimo – e non è detto che sia così – l’Australia potrebbe trovare gli All Blacks in semifinale sempre che riesca nell’impresa di battere il Sudafrica. Già gli Springboks. Sono partiti in sordina con quella partita così così contro il Galles ma hanno avuto il merito di portare a casa una vittoria tutt’altro che facile con le Isole Samoa. Se facciamo due conti è la squadra che può contare su un’intelaiatura solida. La mette sul fisico la squadra di Pieter De Villiers, è nel breakdown che fa la differenza e poi può contare su un calciatore come Morne Steyn, l’unico che a oggi può vantare percentuali di realizzazioni interessanti rispetto al lotto dei giocatori chiamati a indirizzare tra i pali i palloni dalla piazzola. Occhio al Sudafrica dunque. Ma occhio anche ai cavalli di rincorsa ovvero a quelle squadre che deludenti nella prima fase possono trovare la forza e il carattere per ribaltare i pronostici. Ce ne sono almeno un paio sulla carta: la Francia e l’Australia. I transalpini sono stati battuti anche dalle Isole Tonga suscitando sconcerto e delusione nella stampa transalpina. Sono neri i giornalisti francesi. Non si aspettavano iuna debàcle così netta. Lievremont che lascerà i “bleus” alla fine del mondiale per essere rimpiazzato da Philippe Saint-Andrè ha addirittura annullato la conferenza stampa del giorno successivo alla sconfitta con Tonga. Aspettando l’Inghilterra che li ha già battuti nella semifinale di quattro anni fa, altra storia. Niente di tutto questo invece per l’Australia di Robbie Deans che, come detto, deve affrontare l’Australia. Un contesto light per gli ozzies che devono riscattare la sconfitta con l’Irlanda. Hanno la qualità ma non è detto che ciò basti per la sfida ai sudafricani. In Nuova Zelanda intanto si vive un’autentica crisi di nervi per l’infortunio a Dan Carter. Lui è fuori, Graham Henry ha definito una tragedia il ruling-out della stella del torneo. E tutto un Paese si domanda che cosa accadrà contro l’Argentina che, zitta zitta, dopo aver battuto la Scozia è entrata tra le prime otto e affronterà nei quarti proprio i padroni di casa. Il pronostico è tutto per gli All Blacks, anche senza Carter. Solo un pareggio nei 17 match giocati fino ad ora con i Pumas. Ma la paura fa 90. L’ultimo quarto è tra Galles e Irlanda. Lanciatissimi gli Irish, non meno concreti i gallesi che cercheranno di ripetere e migliorare l’exploit del 1987 quando arrivarono terzi.
