Rassegnamoci. Sarà come nelle ultime tre edizioni. L’emisfero sud contro l’emisfero nord. Per come si è messa, l’attesa finale Nuova Zelanda-Australia non ci sarà. A complicare i piani l’Irlanda di Declan Kidney che è riuscita nell’impresa di dare un calcio nel sedere ai presuntosi ozzies di Quade Cooper e Will Genia. Saranno gli Irish quindi a giocarsi le carte per un posto tra le quattro semifinaliste (obiettivo mai raggiunto, tra l’altro). L’Australia è nella parte bassa del tabellone, costretta a sfidare il Sudafrica che al momento con gli All Blacks è apparsa la squadra con maggior peso e consistenza. La Nuova Zelanda se la vedrà con l’Argentina in un test che sarebbe dal pronostico scontato ma che con l’uscita di Carter dal mondiale è vissuta in Nuova Zelanda come un match non scontato. Vivono una vera e propria crisi di nervi i neozelandesi. Senza Carter la squadra è un’altra cosa e gli esperimenti fatti contro il Canada (Slade e Weepu all’apertura) non hanno dato le risposte che il commissario tecnico Henry si attendeva. Allora ecco la carta di Aaron Cruden, il numero 10 dei Manawatu Turbos e dei Waikato Chiefs. Potrebbe essere lui a prendere il posto di Carter e dare nuovi equilibri a una squadra che il forfait della stella ha fatto tornare sulla terra. Nella parte alta del tabellone ecco invece le classiche: Francia e Inghilterra e Irlanda-Galles. La sfida è aperta, il pronostico pure. Si gioca sabato e domenica per incoronare le quattro regine che si contenderanno il settimo mondiale della storia.
