Mai come questa volta questa vigilia è stata “la vigilia”. Contro l’Inghilterra potrebbe essere la volta buona per la prima vittoria. Scongiuri a parte, tra quote che lasciano poco spazio al risultato scontato, a disegnare un’opportunità per l’Italia di Quesada c’è il percorso che gli azzurri hanno fatto finora. Una vittoria e due sconfitte con Irlanda e Francia per un’Italia che comunque si è fatta apprezzare. Lo dicono gli stessi inglesi nei podcast e nei commenti di una vigilia in cui a farla da padrone è il margine stretto dei pronostici. La squadra ha chiesto ai tifosi di indossare una maglia azzurra: è un segno, ci credono anche a dispetto degli infortuni che hanno messo fuorigioco il folletto Ange Capuozzo. I motivi per farlo sono soprattutto inglesi. La squadra di Borthwick non ha brillato: battuta dalla Scozia a Murrayfield, travolta dall’Irlanda a Twickenham. La voglia di riscatto è tanta mentre le critiche non sono mancate. Fa paura la mischia azzurra che ha già fatto capire a tutti di aver smesso i panni di sparring partner. Anche per questo il cittì inglese lì davanti disegna una panchina con sei avanti e rispolvera Daly ad estremo Fin Smith in mediana. Gli azzurri ritrovano Pani dietro, Brex nella cerniera dei centri e lasciano la mediana ai fratelli Garbisi. Una scelta di equilibrio anche in prospettiva di ottanta minuti non facili ma possibili. Anche per questo Quesada mette le mani avanti. Di un’Inghilterra in crisi non se ne parla: “Il passato non conta – fa capire il coach azzurro – fanno tante cose bene gli inglesi, anche se non hanno vinto. Rallentano il pallone, guadagnano più calci di punizione da mischia e sono quelli che fanno più metri palla in mano. Sappiamo che utilizzeranno molto il gioco raggruppato: l’anno scorso abbiamo preso 3 mete da maul, quindi dobbiamo essere molto preparati”. Sarà una partita che potrebbe decidersi sul finale. Anche per questo mette Alessandro Fusco come “impact player” da utilizzare negli ultimi minutie. Si gioca alle 17.40 dopo Scozia-Francia. Una volta l’azzurro era roba da sottoclou. Ora non più. Anche questo è un segnale.

