L’Inghilterra batte gli All Blacks e mette Razor sulla graticola

C’erano una volta gli All Blacks. A Twickenham la sconfitta della squadra di Scott Robertson chiude una parentesi e dice che gli uomini in nero oggi sono sono sbiaditi. A dire il vero le critiche sono già cominciate e la lunga estate dell’emisfero sud sarò l’occasione per mettere nel mirino tecnici e giocatori del simbolo downunder del rugby moderno. Ci sono gli alibi (come il Tmo), i precedenti (la sconfitta di Wellington contro il Sudafrica) per mettere Razor nel mirino. In un pezzo di Jamie Wall sul sito di RNZ la lettura è senza sconti e molto lucida. Si dice che non è la prima volta che accade ma si fa capire chiaramente che sia davvero difficile credere che gli All Blacks stiano davvero facendo progressi e che forse gli uomini in nero non siano più più gli innovatori del rugby mondiale e che probabilmente non lo saranno per un po’. L’umiliazione a Wellington è avvenuta a causa dell’incapacità dei giocatori e dello staff tecnico di trovare una soluzione sul campo contro un avversario molto più flessibile.
Borthwick non è uno sprovveduto, e l’Inghilterra non è la stessa, noiosa squadra di rugby inglese di una volta, ma la realtà di quanto sia doloroso che gli All Blacks siano stati superati in astuzia e potenza da loro è estremamente palpabile.
Ci dovrebbero essere delle ripercussioni a seguito dei risultati di questa stagione. Razor sulla graticola? Può darsi. L’estate neozelandese è appena cominciata.