
Ed ora voltare pagina. E non sarà facile. In due partite si buttano al vento due anni di speranze. La vittoria in Galles, lo scalpo australiano conquistato a Firenze. Ci si consola solo con il fatto che la squadra è la seconda più giovane del mondiale e che il futuro è dalla loro parte. Serve a poco perché perdere così fa male. 96 punti dalla Nuova Zelanda, altri 60 dalla Francia, il modo peggiore per uscire dal mondiale. Soprattutto perchè si è fuori senza essersela giocata. Troppo forte il livello espresso da All Blacks e transalpini che all’Italrugby hanno dato una bella lezione. La meta di Zuliani dopo un’ora e 10 di gioco la dice lunga sulla capacità di incidere di Lamaro e compagni. La qualificazione è un romanzo di fantascienza e sfuma nel modo peggiore nel giorno in cui Crowley saluta la panchina azzurra. Ora se ne riparlerà nel Sei Nazioni, con un nuovo cittì, l’argentino Gonzalo Quesada, ma per cambiare rotta c’è bisogno anche della testa di chi va in campo. E ieri a Lione in tanti sono rimasti negli spogliatoi.
