Verso la terra dei kiwis

L’avventura inizia. Si speri che non termini il 2 di ottobre a Dunedin quando gli azzurri affronteranno l’Irlanda a Dunedin. Incomincia da Parma con un raduno di due giorni, dal 17 al 19 maggio che vedrà gli azzurri a confronto con Mallett. Raduno delicato, il primo dopo il Sei nazioni ma anche il primo dopo l’annuncio da parte della Fir che dopo la kermesse in Nuova Zelanda sarà il francese Jacques Brunel a prendere in mano le mazze della squadra. Dondi è stato chiaro anche sul punto che riguarda lo staff. Brunel andrà avanti con la attuale struttura fino al Sei Nazioni 2012. Poi deciderà. Un modo per lasciare anche maggior tranquillità al gruppo nel momento in cui si scaldano i motori per il mondiale. Il raduno di Parma, con tanto di vernissage nel foyer del teatro regio scrive nuovi nomi nel taccuino del cittì. Il primo è quello di Gower che ritorna in azzurro dopo la lunga convalescenza, l’altro è quello dell’apertura del Gran Ducato Durandt Gerber, ultima speranza nella missione impossibile di trovare il nuovo Dominguez.  E’ anche il raduno in cui si parlerà inevitabilmente di come affrontare il mondiale con un cittì in scadenza. Tassativo cercare di evitare di ripetere l’espierenza del 2007 quando la stessa cosa capitò a Pierre Berbizier. Toccherà al manager Gino Troiani far capire alla squadra che le motivazioni saranno essenziali e che indipendentemente dal tecnico che parte o che verrà, l’obiettivo dei quarti di finale è qualcosa che tutto il rugby italiano attende come un esame di laurea o un biglietto di benvenuto nel rugby che conta per davvero.