E’ sempre la solita storia. Da una parte c’è il paradiso, dall’altra il purgatorio del campionato d’eccellenza. Due mondi distanti anni luce. Una differenza che diventa ancora più netta quando dopo aver visto gli azzurri battere la Francia, vai al Fattori e assisti a L’Aquila-Roma. Vincono i padroni di casa. Vedi anche qualche talento, come il jolly Paolucci ma non riesci a prendere le misure di quella dote. Lo fai quando sai pesare l’avversario, in una sorta di benchmark applicato alla palla ovale. E’ da lì tuttavia che nascono le domande, che ti domandi quale sia davvero la consistenza del nostro movimento. La risposta sai che viaggia su un filo di lana. Sei in paradiso in questa domenica dopo l’impresa. Ma sai che non sei arrivato, che la benzina non è tanta e che battere la Francia lascia il sorriso sulle labbra ma consegna anche tante risponsabilità.
