Passa la Francia, passa con il cinismo di chi lo stile lo lascia nello spogliatoio ma centra la terza finale della sua storia mondiale. Contro il Galles, la sfida è segnata dal cartellino rosso che Alain Rolland esibisce in faccia al capitano gallese Sam Warburton. I britannici lo riempiono di insulti. Irlandese e per di più con chiare ascendenze francesi. Peggio di così non poteva andare. E invece lui va pert la sua strada. Segue il libretto delle regole, a dispetto del cronometro che è fermo al minuto 18. Sa che si sta giocando con il sudafricano Joubert un posto nella finale del mondiale. Non può nenache chiedere lumi a Giulio De Santis. Tutto avviene sotto i suoi occhi e così il Galles è costretto a giocare con un uomo in meno. E a dispetto dei santi riesce lo stesso a fare la partita. Dominio fisico, con Jamie Roberts e Jonathan Davies a farla da padrone, con strutture chiaramente leggibili e prevedibili. Qui il Galles dimostra di non essere entrato in partita. La Francia con Morgan Parra fa la differenza con i calci, va avanti nel punteggio. Il Galles no. James Hook resta alla finestra. Delude a tal punto che Warren Gatland prova la carta Stephen Jones. A certi livelli le semifinali si vincono a suon di calci. Il resto, mete comprese, fanno parte della scenografia, non del copione. E i calci il Galles li sbaglia, con Hook e Halfpenny. Stephen Jones sbaglia i drop, almeno un paio che avrebbero consentito il sorpasso dopo la splendida meta che ha infiammato anche i 60 mila presenti davanti al maxischermo del Millennium a Cardiff. Il sorpasso non c’è, la Francia festeggia la sua terza finale, conquistata davvero con il minimo sforzo.
