Più luci che ombre nella prima della Nazionale di Brunel in previsione della Coppa del mondo. Finisce 16 a 12 per la Scozia a Torino. Meta di Pyrgos e Italia “imballata” riesce a tirar fuori il meglio di sé solo a tratti. Tanti i palloni persi, una disciplina relativa sui punti di incontro per una serata che regala solo una brutta copia dell’Italia che si dovremmo aspettare in ottica mondiale. Che i ritmi non dovevano essere quelli di una finale era lecito attenderselo. La truppa di Brunel arriva da un mese e mezzo di duri carichi di lavoro. Sotto quel profilo, quindi, nessuna questione. E’ sul profilo del gioco che qualcosa va detto. L’Italia resta una squadra “inespressa”. Se sul piano difensivo non è accettabile subire una meta come quella di Pyrgos (2 contro 1 dopo un prolungato e incerto possesso scozzese) è altrettanto vero che con il pallone tra le mani gli errori sono stati troppi. Troppi i palloni concessi agli avversari, troppi i calci di punizione contro una Scozia che si è limitata all’ordinario risultando alla fine l’unica squadra capace di tenere in mano il pallino del gioco. Peccato perché in mischia chiusa la differenza è stata tanta e per come era andata la partita vinta a Edinburgo nell’ultimo Sei Nazioni, questo fa ancora più male. Al contrario per gli azzurri c’è stata solo qualche fiammata, coincisa con l’ingresso sul terreno di gioco di Castrogiovanni, Ghiraldini e Rizzo. Ci attacchiamo a loro e alla loro voglia di giocare tenendo presente che la strada verso il mondiale è ancora lunga.
