Cucchiaio… in radica di noce

Il capitano azzurro Michele Lamaro in avanzamento palla in mano davanti a Dempsey (Photo by Federugby/Federugby via Getty Images)

“E’ fuorigioco!!! – grida capitan Lamaro – Sì ma non posso controllare – replica il fischietto australiano Angus Gardner. Però c’è un knock on – quindi mischia Scozia, quindi punto di bonus, quindi cucchiaio di legno, meglio se in radica di noce. Nel Sei Nazioni 2023 l’Italia finisce ultima a 1 punto, ovvero il bonus conquistato nella prima partita dell’Olimpico contro la Francia. Possiamo solo prendercela con noi stessi perché il giudizio che esce da Edimburgo è quello, con tutte le occasioni perdute che si sono trasformati in clamorosi trampolini di lancio per gli avversari. Resta la sensazione positiva di una squadra ritrovata, positiva nel gioco ma meno forte nella testa almeno se consideriamo le prime quattro partite del championship. Il cucchiaio così arriva servito come da copione a Murrayfield. Questa volta non basta neppure la prima immagine di un’Italia volenterosa che resta in scia nel primo tempo e finisce per pagare il dominio territoriale dei padroni di casa. Gli highlanders vincono con il bonus: 26 a 14 il finale, 4 a 1 il conto delle mete, tripletta di Kinghorn che ripaga con gli interessi chi storceva il naso davanti al forfait di Finn Russell. L’Italia è all’altezza sui punti d’incontro, difende con coraggio, recupera palloni ma in campo aperto paga il talento dei padroni di casa. Non basta il piede di Allan per tenerci attaccati al punteggio. La magia di Van de Merwe prima e la prima meta del 10 scozzese danno la svolta al match con i pesi leggeri azzurri che poco possono quando l’uno contro uno si gioca fuori dalla mischia e sul piano dei muscoli. Nella ripresa la Scozia allunga subito con il bis di Kinghorn che si infila per vie centrali. La riscossa azzurra passa per l’asse tra i fratelli Garbisi e Tommy Allan che va a recuperare in meta un malizioso calcetto dietro le linee di Paolo. Torniamo sotto nel punteggio ancora grazie alla pepita italiana di Montpellier che da 50 metri infila i pali (19-14). Basterebbe una meta per fare la storia, un anno dopo la vittoria di Cardiff che ha segnato la svolta azzurra. Gli azzurri ci provano e arrivano quasi in stazione. Poi la svolta, l’urlo di Lamaro che chiama un fuorigioco che l’arbitro non vede. Vede benissimo invece l’in-avanti azzurro: mischia Scozia. Da qui l’immediata e crudele trasformazione del gioco per linee esterne tra Van de Merwe e Kinghorn. Ottanta metri di corsa e gran finale per la Scozia che si consolida al terzo posto e noi ancora una volta a masticare amaro.