Come nel ’77

Un derby d’Italia per assegnare lo scudetto n. 81, il più classico dei derby, quello tra Padova e Rovigo. E’ una storia di una rivalità infinita che consumerà il suo ultimo atto, in ordine di tempo, sabato prossimo al “Battaglini” di Rovigo. Alla fine l’ha spuntata il Petrarca, vincendo anche la gara di ritorno del doppio confronto con i Cavalieri Prato. Due calci di Mercier, sul finale di gara dopo la meta di Ngawini alla mezzora della ripresa. Prato ha regalato molto, compreso lo sterile volume di gioco trasformato il più delle volte in palloni persi e in una conquista deficitaria e tutto sommato poco incisiva. Buon pro per il Petrarca che l’ha messa sul fisico e su una difesa costruita su placcaggi e possesso. Partiva da una premessa costruita alla Guizza nella gara d’andata, con tre mete in dieci minuti che hanno letteralmente messo fuori causa i Cavalieri. Sull’erba del “Chersoni” è bastato non distrarsi e assistere al modo con cui i toscani si sono da soli guastati la festa. Un peccato perchè la qualità c’era nella squadra di De Rossi, talenti che rivedremo in Celtic il prossimo anno con altre maglie. Un turnover che ha il sapore della beffa e che fa venire l’amaro in bocca perchè il secondo posto in regular season non è bastato per centrare il sogno di una finale. Padova-Rovigo, come nel 1977 nello storico spareggio tricolore. Lo spareggio del fulmine che colpì un tifoso sugli spalti uccidendolo. Lo spareggio della rivalità tutta in famiglia tra Dino e Elio De Anna, fratelli su sponde opposte di una rivalità infinita. Vinse il Petrarca, 10 a 9. Ma sabato al Battaglini si ricomincia, 34 anni dopo.