Sudafrica-All Blacks: la rivincita del 1995

Duello ad alta quota tra Maro Itoje e Franco Mostert (Getty Images/World Rugby)

La finale sarà Nuova Zelanda-Sudafrica. E sarà la rivincita della sfida del 1995. A Parigi gli Springboks battono l’Inghilterra 16-15 al termine di una partita intensissima. Una bella Inghilterra, che gioca la partita della vita ed è capace di restare in corsa soprattutto nel primo tempo. La regola è KISS, “Keep it simple, stupid”. la squadra di Borthwick punta all’essenziale e scardina il sistema difensivo sudafricano. Alla fine incassano l’indisciplina, due piazzati per sbloccare il tabellone, ma tanti dubbi da instillare nella testa dei sudafricani. Basta un quarto d’ora per capire che non sarà una semifinale scontata. Resta la superiorità in mischia dei verdeoro che però si infrange su una gestione del gioco raggruppato che al limite del regolamento permette ai bianchi di Borthwick di disinnescare ogni pericolo. Marler scarta Kitshoff in mischia chiusa come si scarta una caramella. Libbok accorcia ma regala un pallone d’oro all’Inghilterra che sull’immancabile fallo rimette Farrell davanti ai pali per riportarsi a +6, il margine con cui si va al riposo. Nella ripresa il Sudafrica si perde prima in un bicchier d’acqua. Insiste su un piano “kick and chase” ma poi sbaglia in touche e regala possessi all’Inghilterra. Farrel fotocopia Jonny Wilkinson con un drop che ricorda il mondiale 2003, poi è Snyman a segnare e a riportare a -2 gli Springboks a 9’ dalla fine. Poi il calcio che Pollard indirizza tra i pali per chiudere i conti. In 10 minuti insomma rimettono a posto la camera dopo il disordine tattico che aveva regnato per oltre un’ora di gioco. La differenza la fa la “bomb squad” anche a rischio di rinunciare a Siya Kolisi come del resto era accaduto contro la Francia. I primi otto uomini fanno la differenza nei minuti finali. Snyman su tutti. All’Inghilterra il merito di aver tenuto in alto l’onore del rugby europeo. Per la coppa è ancora un discorso da emisfero sud.