Rwc, buona la prima. Ma si può far meglio

La missione è compiuta. A Saint Etienne, l’Italia mette il primo mattone della sua campagna mondiale. Batte la Namibia 52 a 8 in ottanta minuti che alla fine diventano un monologo azzurro. Crowley ottiene dai suoi ragazzi le risposte che cercava. La squadra c’è e poco importa che la qualificazione ce la giocheremo contro Francia e Nuova Zelanda nelle ultime due gare del girone. Il conto delle mete dice 7 a 1 per l’Italia. Dalla piazzola Tommy Allan è infallibile con un 7 su 7 che fa ricordare il Dominguez di un ventennio fa. E poco importa se il freno a mano era appena un po’ tirato nei primi minuti del match. Ci abbiamo messo a rompere il ghiaccio e a entrare con la testa nella dimensione della Coppa. Lo facciamo con Lorenzo Cannone e la sua prima meta. La rimessa laterale funziona e se Dino Lamb non ne perde una, è tutto il pacchetto di mischia a intestarsi il primo sigillo con una maul da manuale. Poi allunghiamo con il capitano che recupera una touche che la Namibia lancia alle ortiche e serve su un piatto d’argento Paolo Garbisi per una corsa senza avversari verso il paradiso. Eppure l’Italia non è perfetta. Sbaglia anche per la grande mole di occasioni che le passano tra le mani. Qualche pallone perso, qualche distrazione di troppo come quando Swanepoel lancia per linee esterne Mouton per la meta che rimette in scia i sudafricani. Nella testa c’è qualche punto interrogativo quando si va al riposo. Negli spogliatoi Crowley rimette le lancette dell’orologio e dà la carica. E l’Italia che rientra sul terreno gioca senza le zavorre dei pensieri replicando l’ultimo monologo andato in scena a Treviso contro il Giappone nella prova generale prima del check-in per la Francia.
Prima è Dino Lamb, poi Ange Capuozzo con un delizioso dialogo alla velocità della luce con Monty Ioane. E poi ancora Faiva, Zuliani e Paolo Odogwu. Ci sarebbe gloria anche per Marco Riccioni che si vede annullare la sua meta per un pallone che cade dalle mani proprio sulla linea. Eppure per Kieran Crowley c’è ancora molto da lavorare. “Se mi avessi detto che avremmo fatto 50 punti avrei firmato subito, ma guardando in prospettiva abbiamo perso 22 palloni e non ce lo possiamo permettere. – spiega – Poi però pensi alle condizioni in cui abbiamo giocato, troppo caldo – e magari ti dai una spiegazione”. Ci prendiamo i 5 punti, ovvero il minimo sindacale per arrivare a pieni giri alle sfide contro Francia e Nuova Zelanda che a Parigi hanno cantato messa nel match inaugurale. Restano di un altro livello, a giudicare da quello che si è visto. Soprattutto la Francia uscita vittoriosa per 29 a 13 al termine di una sfida risolta dal calci di Ramos contro la versione più indisciplinata degli uomini in nero. Archiviata la pratica namibiana, gli azzurri torneranno in campo a Nizza il prossimo 20 settembre contro l’Uruguay. “Prepareremo la partita allo stesso modo” di il cittì. In fondo anche lì l’obiettivo di minima è guadagnare il punto di bonus per mettere nel mirino gli All Blacks e giocarsi la partita della vita.