Magari è sfuggito a noi italiani. Ma ad Allan Hosie il rugby italiano deve qualcosa ed è giusto ricordarlo nei giorni del lutto perchè se ne è andato chi con Giancarlo Dondi e Vernon Pugh QC aprì le porte del Sei Nazioni agli azzurri. Se ne va l’ultimo protagonista di quella rivoluzione. Una trattativa lunga ma non lunghissima, aiutata dai risultati degli azzurri, dal professionismo e dalla ineluttabilità di un rugby che cercava un’altra dimensione. Se ne è andato il 22 aprile. Nato a Glasgow nel 1945, è stato uno dei più grandi personaggi del rugby scozzese. Tallonatore in campo, poi arbitro, possedeva quel raro e amabile mix di fermezza e umorismo, sia sotto i riflettori di un match internazionale che, più vicino a casa, quando fischiava per gli under del suo amato Ayr Rugby Club. Fuori dal campo, è stato il dirigente perfetto. Presidente della Scottish Rugby Union (SRU) nel 2002-03, dopo aver presieduto i comitati del Cinque e Sei Nazioni e aver giocato un ruolo fondamentale nell’ammissione dell’Italia al Torneo nel 2000. Ha giocato anche nei Lions ma era la sua ironia il suo marchio di fabbrica. Alla vigilia del suo debutto da arbitro prima di un’Irlanda-Inghilterra, i suoi compagni di club del Hillhead inviarono un telegramma a Dudley Wood, allora segretario della RFU inglese, spacciandosi per l’agenzia di scommesse William Hill: “Ricevuta scommessa di 50 sterline sull’Irlanda da parte di A.M. Hosie”, proprio mentre Allan stava per dirigere un Test match a Twickenham tra le due nazioni. Andy Irvine, anch’egli ex Presidente della SRU, ha sottolineato più volte il rapporto speciale di Hosie con i giocatori: “Aveva un grande senso dell’umorismo – ha detto – spesso ci prendeva in giro e, a quei tempi, non potevamo mandarlo a quel paese. Abbiamo condiviso molti momenti felici insieme. Soprattutto, Allan è stato un arbitro fantastico e un grande dirigente. È una grande perdita per il rugby scozzese”. Nel 2025, la Scottish Rugby ha avuto l’onore di consegnare ad Allan Hosie il “cap” per la sua carriera arbitrale. E’ stato il primo a riceverlo; ne era orgoglioso, ma anche divertito dal fatto che la didascalia del video sul sito della federazione recitasse: “Allan Hosie – numero uno”.

