La squadra per la partita della vita è fatta. Un cambio, dentro Andrea Masi, McLean torna in panchina per gli ottanta minuti di Dunedin contro l’Irlanda. Anche l’Irlanda annuncia la formazione. Una squadra piuttosto coperta. Sono loro ad avere tutto da perdere. Contro l’Australia hanno mostrato di poter tenere il campo anche in chiave difensiva. Quindi meglio non rischiare contro l’Italia che non ha una grande fase offensiva. Sui giornali per ora la mettono sul folcloristico. Si parla del ristorante italiano gestito da Castrogiovanni e Geordan Murphy, i due compagni di squadra che non si ritroveranno a dividere gli utili sul campo visto che Declan Kidney ha deciso di lasciare fuori l’estremo irlandese. Della partita più il là non si va. Siamo ormai all’antivigilia e c’è davvero poco che trapela dal backroom delle due squadre. La partita con gli Stati Uniti ha detto che dell’Italia del mondiale si sa più o meno tutto. L’unica differenza è che qualcosa in chiave difensiva può ancora essere messa a punto. 13 le mete realizzate nelle prime tre partite contro le 8 subite, 4 dall’Australia e altrettante tra Russia e Stati Uniti. L’Irlanda è prima nel girone con 12 mete fatte e appena tre al passivo. Per passare i conti dicono che bisogna vincere per passare ma se l’Irlanda fa il bonus a passare saranno loro. E il piano di gioco di Declan Kidney prevede anche la sconfitta anche se, detto per inciso, non è che uno viene al mondiale, batte l’Australia e lo fa per arrivare secondo. Vincere il girone significa trovarsi il Galles nei quarti di finale, altrimenti il Sudafrica che non è proprio la stessa cosa. Questo cambia un po’ la vigilia parlando di motivazioni. Forse la differenza sta tutta nella testa.
