Campioni e non per caso

Ange Capuozzo, autore dell’unica meta azzurra contro il Sudafrica. (Photo by Federugby/Federugby via Getty Images)

Non a caso sono i campioni del mondo. Vincono anche in 14. A Torino passa il Sudafrica. 14 a 32. Ci prendono per sfinimento dopo un primo tempo giocato alla pari anche per l’espulsione di Franco Mostert dopo un pericoloso placcaggio senza palla su Garbisi. Per 70 minuti gli Springboks giocano con un uomo in meno, un vantaggio che gli azzurri però non sfruttano. Garbisi sbaglia due calci ma illumina un paio di varchi per le incursioni della cavalleria. All’Allianz manca la zampata che avrebbe potuto indirizzare la partita su altri binari. Meglio un’Italia coraggiosa che una sparagnina farà capire alla fine Quesada. Il Sudafrica ha il merito di non scomporsi. Tenuta in piedi da Willemse, comprano la partita all’ingrosso, guardano alla sostanza e ci mettono il fisico dove fanno la differenza. Gli azzurri reggono in difesa finché possono ma alla fine i campioni del mondo trovano la chiave della cassaforte. Quando si arriva sotto i pali i chili fanno così la differenza. La svolta arriva quando regaliamo un pallone da rimessa laterale che finisce per pesare troppo visto come si erano messe le cose. Così passa Van Staden a una manciata di secondi dall’intervallo sugli sviluppi di un paio di avanzamenti. La “bomb squad” del Sudafrica stavolta paga a rate, diluita da Rassie Erasmus per puntellare davanti la mancanza di Mostert e mettere ancora più peso nel punto di incontro. Fuori Kolisi, il capitano, dentro la panchina per dare la spallata a un match diventato complicato dal cartellino rosso e dalla tenuta azzurra. E’ per questo che la partita resta in equilibrio tra palloni persi e una certa indisciplina sudafricana che mette sulla tomaia di Garbisi le occasioni per arrivare fino a -1. E’ qui che bisogna crederci. E invece prima Pollard e poi Van dei Berg allungano. L’Italia la cosa più bella la confeziona con il quindicesimo sigillo di Capuozzo. E’ una variazione sul tema della giocata ispirata da Garbisi nel primo tempo che stavolta porta in meta con l’angelo azzurro spuntato fuori dal nulla. La spia della riserva però è già accesa e si vede. Il Sudafrica spinge, ha continuità nel possesso e per i campioni del mondo è un gioco da ragazzi affondare ancora con Grant Williams per mettere le mani sulla partita. Poi sul finale tocca a Ethan Hooker firmare il poker andando a raccogliere un cross di Manie Libbok che non trasforma solo perchè non c’è più tempo. Per l’Italia ancora una volta si mastica amaro.

Gli altri risultati: Georgia-Canada 38-17 ; Italia-Sudafrica 14-32; Inghilterra-Nuova Zelanda 33-19; Galles-Giappone 24-23; Francia-Fiji 34-21; Irlanda-Australia 46-19

Domenica 16 novembre: Scozia-Argentina 24-33