Partiti. Destinazione Nuova Zelanda, con qualche amarezza in corpo ma fa niente. In nome del rugby, la passione che ci unisce. Puntuali partenza da Fiumicino ore 15 e 20. Arrivo a Dubai, le ventitre locali. Dieci ore di attesa prima di spiccare il volo lungo una vita con destinazione Auckland. Diciamo che è la mia prima vacanza da una decina d’anni. Una vacanza che mi insegnerà molto sui rapporti umani, sul modo di capire quello che passa nella testa della gente. Ma va bene così. Arriva la formazione degli All Blacks che affronterà le Isole Tonga. Cowan e Carter in mediana, Thorn intoccabile mi sarebbe piaciuto vedere Guildford. L’Italia la vedremo domenica al North Harbour Stadium, che già vide le gesta di Brad Johnstone e di un numero dieci talentuoso come Frano Botica. Non sarà facile, anzi diciamo pure che sarà una sfida impossibile. Si gioca contro la squadra più in forma del momento. Quade Cooper, Genia fanno paura tanto è cristallino il loro talento. Ma anche noi possiamo dire la nostra, con il nostro pacchetto di mischia, l’arma impropria del rugby moderno. Il tallone d’Achille è la mediana. Ma il mondiale non si gioca per fortuna su una sola partita. C’è la Russia in agenda, gli Stati Uniti di Eddie O’Sullivan prima dell’Irlanda a Dunedin. Avremo tempo per capire dove e come arriveremo.
